www.nellaparola.it
Liturgia del giorno
Commemorazione dei Fedeli Defunti
Prima lettura
Gb 19,1.23-27a
1Giobbe prese a dire: 23Oh, se le mie parole si scrivessero, se si fissassero in un libro, 24fossero impresse con stilo di ferro e con piombo, per sempre s'incidessero sulla roccia! 25Io so che il mio redentore è vivo e che, ultimo, si ergerà sulla polvere! 26Dopo che questa mia pelle sarà strappata via, senza la mia carne, vedrò Dio. 27Io lo vedrò, io stesso, i miei occhi lo contempleranno e non un altro. Languisco dentro di me.
Salmo Responsoriale
Dal Sal 26(27)
R. Sono certo di contemplare la bontà del Signore nella terra dei viventi.
oppure:
R. Il Signore è mia luce e mia salvezza.
Il Signore è mia luce e mia salvezza:
di chi avrò timore?
Il Signore è difesa della mia vita:
di chi avrò paura? R.
Una cosa ho chiesto al Signore,
questa sola io cerco:
abitare nella casa del Signore
tutti i giorni della mia vita,
per contemplare la bellezza del Signore
e ammirare il suo santuario. R.
Ascolta, Signore, la mia voce.
Io grido: abbi pietà di me, rispondimi!
Il tuo volto, Signore, io cerco.
Non nascondermi il tuo volto. R.
Sono certo di contemplare la bontà del Signore
nella terra dei viventi.
Spera nel Signore, sii forte,
si rinsaldi il tuo cuore e spera nel Signore. R.
Seconda Lettura
Rm 5,5-11
5La speranza poi non delude, perché l'amore di Dio è stato riversato nei nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo che ci è stato dato. 6Infatti, quando eravamo ancora deboli, nel tempo stabilito Cristo morì per gli empi. 7Ora, a stento qualcuno è disposto a morire per un giusto; forse qualcuno oserebbe morire per una persona buona. 8Ma Dio dimostra il suo amore verso di noi nel fatto che, mentre eravamo ancora peccatori, Cristo è morto per noi. 9A maggior ragione ora, giustificati nel suo sangue, saremo salvati dall'ira per mezzo di lui. 10Se infatti, quand'eravamo nemici, siamo stati riconciliati con Dio per mezzo della morte del Figlio suo, molto più, ora che siamo riconciliati, saremo salvati mediante la sua vita. 11Non solo, ma ci gloriamo pure in Dio, per mezzo del Signore nostro Gesù Cristo, grazie al quale ora abbiamo ricevuto la riconciliazione.
Vangelo
Gv 6,37-40
37Tutto ciò che il Padre mi dà, verrà a me: colui che viene a me, io non lo caccerò fuori, 38perché sono disceso dal cielo non per fare la mia volontà, ma la volontà di colui che mi ha mandato. 39E questa è la volontà di colui che mi ha mandato: che io non perda nulla di quanto egli mi ha dato, ma che lo risusciti nell'ultimo giorno. 40Questa infatti è la volontà del Padre mio: che chiunque vede il Figlio e crede in lui abbia la vita eterna; e io lo risusciterò nell'ultimo giorno".
Note
Approfondimenti
Nella predicazione di Paolo, la riconciliazione è il centro del vangelo cristiano, il primo effetto della passione, morte e risurrezione di Cristo.
Il verbo katallassō (καταλλάσσω) è una forma composta del verbo allassō (alterare, cambiare) e del sostantivo allos (altro). Nel senso di “rendere altro”, denota quindi un cambio nelle relazioni o nelle situazioni. Il linguaggio della riconciliazione (katallaghē, καταλλαγή, v. 11) non ha equivalenti in ebraico e in aramaico, in cui vi sono termini che si avvicinano – per il senso di “rappacificare, placare” – prevedendo un qualche atto di restituzione del prevaricatore verso chi ha subito il torto, ma senza comportare un mutamento di rapporti o sentimenti personali.
È stato Paolo a mettere al centro della sua teologia la riconciliazione, probabilmente a partire da qualche testo confessionale dei primi autori cristiani.
- Dio è sempre il soggetto del verbo katallassō: diversamente dalla visione giudaica è Dio che si riconcilia con gli uomini, mai l’inverso.
- La riconciliazione di Dio con gli uomini e con il mondo è fondata su Gesù Cristo, non su quanto gli uomini tentano di fare per piacere a Dio.
- La riconciliazione avviene mediante la morte: la morte fisica del Messia ma anche la morte dell’autosufficienza dell’uomo davanti a Dio.
- Dio ha delegato il ministero della riconciliazione a uomini deboli, a loro volta riconciliati con Dio.
Per Paolo, il vangelo cristiano è molto più della “giustificazione”, della “redenzione”, dell’“espiazione”, termini con cui si parlava della salvezza negli ambienti cristiani giudaici. Vi è un aspetto personale e relazionale che Paolo aveva conosciuto soltanto grazie all’incontro con Dio e alla sua personale esperienza. È questo che sceglie di mettere al cuore dell’annuncio cristiano.
Commenti
Sentirsi nelle mani di Qualcuno
Non perduti
Nella nostra morte
Sfida